TIMBRO SONORO

Una radio è fatta di contenuti e di musica, tanta musica. E ogni radio che si rispetti ha un timbro sonoro. Magari piace, magari no: ma se manca quel timbro, la radio non ha anima.

L’anima sonora di UniBg OnAir è composita, fatta delle suggestioni della redazione e in particolare dei suoi music advisors. E’ un’ossatura imponente di 6000 brani, che privilegia i toni dell’indie e dell’alt (pop, rock, whatever), del funk, del soul, del rap e del post-punk. Ma l’orecchio di UniBg OnAir non si stanca e non si ferma. Le sue antenne non cessano di seguire le uscite, le proposte, le esperienze musicali più interessanti. Non è detto che siano le più popolari: meglio quelle che magari sorprendono, disegnano paesaggi non familiari che invitano a uscire dalla propria zona di conforto. È una radio universitaria, e le scelte sono dettate da questa sua natura avventurosa. Vuole coniugare un principio di selezione qualitativa con uno sguardo giovane, che cerca il meglio che offre questo tempo.

La programmazione musicale organizza in spazi e programmi un repertorio che segue un ordine cronologico a ritroso, in cui il baricentro è costituito da chi è in età di studi universitari. Il punto di partenza è insomma il tempo delle ragazze e dei ragazzi di UniBg OnAir: il presente delle nuove proposte, e la musica del XXI secolo, il tempo delle ragazze e ragazzi che vivono l’università. Questo è l’ancoraggio su cui si innesta la miglior memoria delle generazioni precedenti. A ritroso, si trovano i Classici, il meglio dal 1988 al 2000, che hanno fatto ballare e innamorare i loro genitori. Ci sono poi i SuperClassici, i brani che hanno segnato la generazione precedente, negli anni che vanno dal 1976 al 1987. E poi, nel viaggio a ritroso, ci sono anche gli Archeologici: brani che fanno parte della memoria collettiva, l’origine di tutto. A introdurre la musica che ha segnato queste generazioni anagrafiche, le sonorità del supporto tecnologico che le ha accompagnate. Il rumore di un jukebox (per gli Archeologici), la puntina del giradischi che solca il vinile (i SuperClassici), il carrello che inghiotte il CD (sono i Classici). Generazioni di supporto per generazioni di ascolto e senso generazionale. Perché altre radio arrivano fino alla suddivisione in decenni. UniBg OnAir aggiunge alla cronologia un ingrediente raro: il senso.

La giornata feriale è scandita dai diversi timbri, ritmi, passi musicali del Pop Pourri di UniBg OnAir, che segue tempi e routine della vita universitaria. La sonorità di A Place to Wake Up (dalle 6.00 alle 8.00) e quella di A Place to Work (Out), di stampo indie-pop-funky, dalle 10.00 alle 16.00. C’è poi la sonorità delle dirette, che d’estate diventa L’invasione degli ultrapop, (8.00-10.00 e 16.00-18.00): leggero, se non irresponsabile.

(Del resto, la fascia delle dirette è una TAZ!, ossia una Zona Temporaneamente Autonoma, in cui è possibile, sporadicamente, ascoltare anche brani che piacciono a tutti o quasi, con buona pace di Kurtz. Cercate l’etichetta TAZ!, per altri spazi simili in radio.)

Dopo la baldoria, la sfrontatezza di chi è giovane, ecco lo Spazio lounge, fra le 18.00 e le 22.00: il ritmo si fa più rarefatto, per accompagnarci verso la sera. E poi, A Place to Sleep, dalle 22.00 alle 6.00 del mattino successivo, per chi è insonne, per chi vuole maltrattare le proprie inquietudini.

Nel fine settimana, spazio alle sonorità di sobria felicità della mattinata, e a quelle uptempo, il venerdì sera e sabato pomeriggio e sera, lo spazio pulsante per chi è giovane e pure per chi sente, nonostante tutto, di esserlo ancora.

E poi, qui e là, come gioielli grezzi, gli spazi ZEP, le Zone Esteticamente Protette, in cui un ascolto raffinato ha costruito un paesaggio sonoro che, in qualche modo, ci sfida a non stare fermi, chiusi nell’orizzonte del già noto.

Ascoltateci: sarà fantastico. Provate a sostenere il contrario. Provateci. Andreste all’inferno.