In una puntata speciale di UniBook – Voci della Ricerca UniBg, il docente di Statistica presenta in anteprima la spedizione internazionale “Pyramid 26”.
La ricerca universitaria non vive soltanto tra le pagine dei volumi accademici e le aule universitarie: talvolta indossa gli scarponi da trekking e si spinge fino al “tetto del mondo”. È questo il cuore della puntata speciale di UniBook – Voci della ricerca UniBg, podcast di UniBg OnAir, che vede protagonista il professor Alessandro Fassò, ordinario di Statistica ed esperto di Data Science del Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università degli studi di Bergamo. Un episodio fuori dall’ordinario, che funge da vero e proprio “diario di bordo” in vista dell’avvio della missione internazionale Pyramid 26: Exploration and Physiology, guidata dal professor Vittore Verratti dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, in partenza il prossimo 19 settembre verso le vette dell’Himalaya.
La missione ai piedi dell’Everest – Un team multidisciplinare di 26 ricercatori italiani, svizzeri e nepalesi raggiungerà – dopo un impegnativo trekking a piedi attraverso la valle del Khumbu, un territorio fortunatamente non coinvolto dalla tragedia che ha colpito il Nepal in questi giorni – il celebre laboratorio scientifico Pyramid, realizzato dall’associazione EV-K2-CNR a ben 5.050 metri di quota, ai piedi del Monte Everest. Al centro della spedizione c’è lo studio dell’adattamento del corpo umano alle condizioni estreme di ipossia (la carenza di ossigeno nei tessuti causata dal calo della pressione atmosferica in quota). Una condizione che comunemente genera il cosiddetto mal di montagna – da lievi cefalee e disturbi del sonno fino a complicanze polmonari o cerebrali potenzialmente letali – e che la spedizione intende analizzare su più fronti.
Probiotici, ossigeno e genetica – Come spiegato dal prof. Fassò ai microfoni di UniBg OnAir, il progetto scientifico ruota attorno a tre grandi filoni: la risposta fisiologica all’’ipossia, il confronto genetico-fisiologico tra le popolazioni caucasiche/europee (abituate a vivere a bassa quota) e le popolazioni locali adattate all’altitudine, in primis gli Sherpa, e il ruolo innovativo del microbiota intestinale come aiuto concreto contro lo stress ipossico.
Il ruolo di UniBg – In una spedizione così complessa, il contributo dell’Università di Bergamo si colloca nel cuore nevralgico della Data Science. Attraverso dispositivi indossabili (wearable devices), i ricercatori monitoreranno costantemente parametri vitali come saturazione, frequenza cardiaca e pressione arteriosa. A questi si affiancheranno indagini strumentali avanzate condotte direttamente sul posto: eco-Doppler cerebrale per osservare il flusso sanguigno encefalico, esami della retina e studi sui disturbi del sonno. «Il mio ruolo – spiega il professor Fassò – è quello di integrare e armonizzare i dati provenienti dai diversi sottoprogetti di fisiologia medica in un unico grande dataset. L’obiettivo è fare “Knowledge Discovery”, riuscendo a formulare e rispondere a quesiti scientifici complessi che i singoli progetti presi singolarmente non potrebbero risolvere».
Scienza e impegno sociale – La spedizione Pyramid 26 non sarà solo scienza, ma anche incontro umano e culturale. In occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita del Premio Nobel Dario Fo, parte del team, in collaborazione con la Fondazione Fo Rame, farà tappa a Kathmandu per realizzare laboratori teatrali e attività creative dedicate ai bambini di un orfanotrofio locale, unendo la ricerca medica alla solidarietà e all’arte.
Un viaggio affascinante che promette di portare la bandiera dell’ateneo orobico tra le vette più alte della Terra. In attesa della spedizione e dei primi risultati raccolti sul campo, è possibile ascoltare la puntata integrale di UniBook sulle principali piattaforme di streaming e sui canali ufficiali di UniBg OnAir.