Caracoles, lo studio indie Younder presenta il videogioco elogio alla lentezza su UniBg OnAir
I Bergamo Animation Days non sono solo cinema e serie TV animate, ma un viaggio a 360 gradi che abbraccia anche il vasto mondo dell’animazione videoludica. Direttamente dalla nostra postazione ai microfoni di Anna Vignoni e Liliana Ruscitti, abbiamo avuto il piacere di ospitare Giuseppe Mancini (Game Director e Game Designer) e Francesca Zacchia (Producer e Writer), co-fondatori dello studio indipendente Yonder. Ai nostri microfoni ci hanno parlato di “Caracoles”, il loro ultimo progetto che sta scuotendo (molto, molto lentamente) il panorama videoludico.
La rivoluzione dello slow gaming – In un’epoca ossessionata dalla velocità, dai riflessi pronti e dai ritmi frenetici, Yonder ha deciso di andare fieramente controcorrente. Come? Creando un racing game in cui a sfidarsi per la vittoria sono… delle lumache. Nato originariamente durante una Global Game Jam (una maratona di sviluppo di videogiochi di 48 ore) con regole volutamente spensierate e team improvvisati, il gioco ribalta le normali aspettative dei videogiocatori. L’idea, come ci ha raccontato il team, era quella di proporre un titolo lento, con pochissima interattività, che fosse quasi più da guardare che da giocare. Una vera e propria provocazione: “Ci incuriosiva l’idea di proporre un gioco che facesse della lentezza la sua virtù […] abbiamo pensato di fare un inno alla lentezza, così come c’è lo slow food […] avevamo pensato di fare anche lo slow gaming.” Nonostante l’elogio della lentezza, Caracoles nasconde un’anima frenetica nella sua modalità multiplayer, capace di ospitare fino a 100 giocatori contemporaneamente. Gestire un simile volume di utenti è una vera acrobazia tecnica per uno studio indipendente, soprattutto a causa delle fisiologiche incognite legate al gioco online. Eppure, questo sovraffollamento è proprio ciò che rende il titolo speciale ed esilarante. Come ha sottolineato Giuseppe Mancini: “Caracoles è una tipologia di gioco che […] sposa programmaticamente anche la bellezza del caos.” Vedere decine di lumache urlanti che cercano disperatamente di vincere una gara trasforma una potenziale criticità tecnica in pura ilarità e divertimento per l’utente.
L’anima artigianale – Essendo ai BAD, non poteva mancare una profonda riflessione sui punti di contatto tra l’industria videoludica e l’animazione pura. Francesca e Giuseppe hanno sottolineato quanto il loro approccio grafico – rigorosamente in 2D e in pixel art, disegnato fotogramma per fotogramma senza l’aiuto di software di accelerazione o interpolazione – sia visceralmente radicato nell’animazione tradizionale. Ma qual è l’asso nella manica di uno studio indipendente in un mercato globale così saturo di grandi produzioni (i cosiddetti giochi Tripla A)? La risposta del team Yonder è chiara e appassionata: “L’urgenza espressiva e l’onestà intellettuale […] se queste due cose convergono in un prodotto, non c’è modo che in un mercato così globale […] il messaggio non arrivi dritto al cuore dell’utente.”
Ringraziamo Giuseppe Mancini e Francesca Zacchia per essere stati con noi e averci ricordato che, a volte, per arrivare primi bisogna avere il coraggio di essere orgogliosamente lenti!
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